145,7
80 giorni di dieta
Davanti a me vedo una strada e un albero che emerge dalla sabbia, sotto l’albero tavoli vuoti e dopo c’è la spiaggia. Sono le dieci del mattino sull’isola di Gili Trawangan e quando scende la marea rivela il fondo sassoso e corallino che si estende per decine di metri verso il blu.
La mia voglia di scrivere (che si chiama Costanza e alla quale devo trovare un cognome) è ai minimi storici. La dieta prosegue, il mio corpo è più piccolo. Tutto possiede una lentezza che non conoscevo. Lento come questo internet isolano che va e viene. Come le biciclette che passano con i turisti sopra che si guardano intorno intorpiditi dal viaggio, impreparati a questo mondo, o come i carretti trainati da cavalli che sono i taxi dell’isola e si chiamano cidomo; sono gialli e rossi e dal porto, quando arrivano le barche piene di visitatori, caricano i loro bagagli e raggiungono gli hotel sparsi tra le palme o in riva al mare.
C’è qualcosa della mia vecchia vita che rimane: la scrittura, la poesia. Rimane di queste un’idea, una catena di pensieri aggrovigliata, in tensione. Come un sottile obbligo, una forma di punizione, imparata, come il gatto che non torna più dove una porta è sbattuta.
Vedo un “bule” (così i locali chiamano scherzosamente gli ospiti) riemergere in equilibrio precario tra le rocce, viene verso riva, i suoi piedi saranno puntellati dai detriti di corallo, dalla porosa pietra vulcanica, il suo incedere complicato con la maschera in una mano e il boccaglio dall’altra, doveva portarsi in valigia le scarpette da scoglio per muoversi durante la bassa marea.
Se penso che adesso sono qui, in questo posto assurdo pieno di contraddizioni - che sono le mie nuove contraddizioni e non le vecchie contraddizioni italiane, perché non esiste un posto che non ne abbia, ho imparato - mi sembra di essere su Marte. Mi devo ambientare, sono una nuova specie di me stesso.
Biciclette e piccoli motorini elettrici attraversano il mio campo visivo. Il martin pescatore da un ramo dell’albero intreccia traiettorie di volo con un suo simile, la bassa marea è l’ideale per nutrirsi di piccoli pesci. La colomba grigia pattuglia la strada cercando briciole tra polvere e sabbia. Un gatto enorme, viziato dai clienti del ristorante, viene verso di me, si infila sotto la sedia.
Adesso provo a scrivere una poesia, si, perché è come vorrei trattare questo spazio, forse, ancora forse, all’improvviso, ho portato qui la mia confusione che mi ostacola e mi nutre, mi boicotta e mi dirotta. Forse questo sono io e sarò sempre così, il mio vivere è una convivenza.
Devo scrivere un testo poetico, solo obbligandosi (contraddicendo Bukowski di ‘’e così vorresti fare lo scrittore’’) si può scrivere una poesia. Solo attraverso lo sforzo di estrarre del sangue sa soli, lo sforzo che non ha comprensione se non dai poeti. Perché diciamocelo ancora, perché fare poesia oggi? Rispondi in tre righe. Anzi no.
Perché io sono partito, sono arrivato qui col mio corpo (più pesante di ora) e il mio zaino di oggetti e vestiti. Ma il resto, il mio linguaggio e le mie parole preferite, la scrittura: adesso è appesa, pezzo per pezzo a un filo come i panni, lunghissimo, così teso da tagliarsi le dita, e attraversa il mondo, gli stati e gli oceani le città e le grandi catene montuose.
E finisce legato allo schienale della sedia dove sono seduto, e sotto c’è il gatto che aspetta, ogni parola ha una sua molletta.
Penso alla tipica carrucola veneziana, quelle che sentivo cigolare se mia mamma stendeva il bucato, al sole, fuori dalla finestra che da sul canale. Devo ritirare i panni? Perché fra un po’ inizia la stagione delle piogge qui sull’isola, sull’area di Lombok, sull’Indonesia.
La poesia:
Mi aiuteranno i numeri. Questo è un consiglio anche per te.
Fatti aiutare dai numeri, i numeri sono sotto le cose.
Sotto di me ci sono 37 anni. Quindi 37 numeri.
0 - Non è il mio compleanno
1 - Non sono una voce autorevole nel mondo della poesia
2 - Dov’è il mondo della poesia? Principalmente su Facebook
3 - Sto vedendo un uomo sulla quarantina indossare dei sandali
4 - Il mondo mi disgusta e vorrei riuscire a trasmetterlo
5 - L’uomo coi sandali si è voltato verso di me, ha i baffi
6 - In questo momento ho dei problemi con la scrittura
7- La mia voce autoriale ha subito gli stessi cambiamenti del mio ginocchio
8 - Penso spesso agli amici, che ridono, immagino i loro pareri schiudersi nella testa
9 - Non posso far capire le cose alle persone, per questo scrivo
10 - Vivo i paradossi da un’amaca ma non salirei mai sopra una vera
11 - Sto dormendo meglio ultimamente
12 - L’ispirazione ha cambiato di significato nel tempo
13 - L’uomo coi sandali è scomparso
14 - Ogni tanto penso che la mia scrittura è collegata a luoghi che non esistono più
15 - Ammettere di non essere in grado è una fatica, un trauma costante
16 - Vorrei creare mondi, creo solo piccoli cunicoli
17 - Forse un giorno riuscirò ad avverare il mio sogno: scrivere tantissimo, giocare ai videogiochi con leggerezza
18 - Forse non avrò mai una pensione ma se dovessi in qualche modo arrivarci sarebbe come il punto 17
19 - Vorrei crescere un orto rigoglioso sviluppando un metodo personale
20 - Vorrei cucinare cose buonissime per me e gli altri
21 - Non riesco a capire se le persone mentono o dicono la verità
22 - Mi sento sempre potenzialmente imbrogliato
23 - Questo è il punto 23
24 - Mi piacerebbe anche fare cose di arte contemporanea ma ci vuole tempo, un tempo differente da quello che ho ora
25 - Oltre i sandali ora vanno di moda ciabatte enormi
26 - Una volta sono salito sopra un’amaca, scomodissima volevo scendere
27 - Ho imparato alcune cose nuove sulla fermentazione di recente
28 - Se dovessi paragonare i miei pensieri a un oggetto direi: calzini
29 - Dovrei leggere di più, sento che questo è il punto più importante
30 - Conto le calorie da 80 giorni e ho perso più di 10 kg
31 - Una frase preferita: non ho mai voluto fare soldi con l’arte, solo quelli che mi sarebbero serviti per continuare a farla
32 - Purtroppo sto annoiando, ho annoiato, penso di annoiare
33 - Vorrei fare tantissimi gesti che non hanno senso ma che siano genuinamente interpretabili, che possano ospitare il senso per gli altri
34 - Mi sembra di sprofondare e di essere a galla contemporaneamente
35 - Devo ancora trovare il mio autore preferito veramente definitivo, il mio maestro
36 - Dai dai dai dai va tutto bene, anzi meglio, cosa avrei fatto altrimenti?
37 - Adesso

Perché fare poesia oggi in tre righe:
1- perché no?
2- perché io leggo di più (il mio 29)
3- avere poesie da leggere agli ortaggi
Ciao, essere unico, manchi ...ma le tue parole, i tuoi pensieri mi permettono di conoscerti meglio da lontano. La troppa vicinanza a volte acceca. Ogni tua parola é una pioggia leggera e vellutata su di te, su chi ami, su quest'isola lontana. Grazie per questo post poetico. ❤️🫂